martedì 28 agosto 2007

Aspetti e valori della lettura

Aspetti e valori della lettura


Nel Cantone di Zurigo con l’inizio del nuovo anno scolastico oltre 15 mila bambini entrano per la prima volta a scuola. Nel ricordare ai docenti zurighesi l’importanza e significato del primo giorno di scuola per lo sviluppo della personalità del bambino, la Direttrice della Bildungsdirektion del Cantone Zurigo Regine Aeppli, anche lei al primo giorno come Consigliere di Stato, rilevando l'importanza del passaggio dei bambini dal mondo del Kindergarten a quello della scuola primaria, ha rivolto loro un significativo invito alla lettura: “freut euch aufs Lesen, es öffnet Welten”.
I risultati del P.I.S.A.
Quest’accenno all’importanza della lettura sin dall’inizio della prima classe da parte della Consigliera di Zurigo se da una parte testimonia l’impostazione nuova e funzionale data in questi ultimi tempi dalla scuola svizzera al problema della lettura, dall’altra rappresenta la volontà di reagire e migliorare anche nelle scuola del Cantone Zurigo i risultati sui livelli di lettura dei bambini elvetici registrati nel recente progetto P.I.S.A. (Programme for International Student Assessement) nell’ambito di un’indagine promossa dall’O.C.S.E. (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Il primo ciclo di test svolti dal P.I.S.A. sulle competenze in lettura – altri test verranno svolti da qui al 2006 – comprende la comprensione di determinate informazioni contenute in un testo, l’identificazione dei messaggi centrali del testo, l’interpretazione e l’analisi critica del contenuto o della forma di un testo. La Tabella 1 mostra i risultati ottenuti globalmente in Svizzera e distintamente nelle tre regioni linguistiche.
Si tratta dunque di molti esercizi rispetto a diverse competenze da rilevare, esercizi che possono essere eseguiti anche normalmente da alunni in altre scuole primarie svizzere o di altri paesi. Il settore di competenza è suddiviso in tre sottoambiti: “ricerca di informazioni nel testo”, “riflessioni su un testo e giudizio sulla forma e sul contenuto”, “interpretazione di un testo”.
Queste capacità sono state misurate attraverso una serie di compiti ispirati a situazioni quotidiane in cui l’allievo può trovarsi coinvolto.
Nel confronto tra le nazioni industrializzate i ragazzi “nostrani” si piazzano nella media internazionale tra gli alunni della scuola dell’obbligo, preceduti, al primo posto, dai finlandesi, e dai canadesi, australiani, irlandesi.
Oltre ciò vi è un dato da non trascurare: in Svizzera il 20% degli alunni al termine della scuola dell’obbligo è in grado al massimo di capire un testo molto semplice; un terzo di essi presenta anche lacune a livello di competenze linguistiche elementari.
È chiaro che la scuola svizzera in generale come pure il sistema dei corsi integrativi di lingua e cultura italiana (H.S.K.) possono sollecitare e promuovere iniziative adeguate tra gli alunni e i loro genitori. Sappiamo che leggere non è comunque un’attività di moda: un terzo degli allievi svizzeri non pratica alcuna lettura al di fuori della scuola. Questo dato è anche conseguenza delle condizioni socio-culturali in cui si trovano i genitivo dei bambini.

La lettura in famiglia
Come ha ricordato anche Regine Aeppli, i genitori hanno una grande influenza sul mondo della lettura dei propri figli, in particolar modo la figura della madre.
Bruno Bettelheim, Kasen Zelan, Angelo Petrosino presentano a docenti e ai genitori i due modi in cui la lettura (e il suo apprendimento) può essere sperimentata, naturalmente e biograficamente sempre prima in famiglia e poi nella scuola: o come qualcosa di grande valore pratico, importante se si vuole far strada nella vita e nella professione, oppure come la fonte d’illuminate conoscenze e di squisite esperienze estetiche.
In quale di questi due mondi o in quale combinazione di entrambi il bambino sperimenterà l’insegnamento/apprendimento della lettura dipende dall’impressione che riceve dai suoi genitori e dall’atmosfera del suo ambiente familiare ed anche, sicuramente, da come gli viene insegnato a leggere e scuola.
La scuola, gli insegnanti, si accollano un pesante fardello ed anche un valido obiettivo nel sviluppare nel fanciullo “il piacere alla lettura” come ha ampiamente dimostrato un progetto con lo stesso titolo sviluppato dagli insegnanti elementari dei corsi di lingua e cultura italiana di Zurigo.
L’esperienza dimostra che certe indicazioni didattiche sulla lettura trascurano che certe indicazioni didattiche sulla lettura trascurano l’aggancio con i modi, i tempi e con gli algoritmi dell’agire degli alunni.
Nelle spinta educativa di buona volontà, nelle pressanti aspettative dei genitori, nell’istituzionale progettazione delle attività intrecciate nelle esperienze di lettura è l’insegnante che si ritrova nel bel mezzo dell’intreccio, come un vigile nudo, a cui spetta il compito di dirigere il difficili traffico delle comunicazioni, delle emozioni letterarie, dei modi di alfabetizzazione culturale e di comunicazione sociale.
I risultati del P.I.S.A. 2003 verranno resi noti nel corso del 2004 e forniranno maggiori indicazioni su come i giovani svizzeri escono dalla scuola dell’obbligo e dispongono di competenze giudicate essenziali per svolgere un ruolo consapevole ed attivo nelle società in ambito nazionale ed internazionale.



Svizzera Svizzera Ted. Svizzera Fr. Svizzera It.
Lettura 497 496 504 487
…ricercare 504 501 516 491
…interpretare 498 498 508 482
…riflettere 491 490 492 491
Matematica 534 532 546 504
Scienze naturali 497 496 505 479

Tabella 1
Competenze deglia llievi del 9° anno in Svizzera e nelle tre regioni linguistiche svizzere.